SMART ECO-SOCIAL

villages

Il concetto di “smart villages” (villaggi intelligenti) ha recentemente ottenuto una crescente attenzione nell’UE. A seguito della conferenza europea Cork 2.0 sullo sviluppo rurale, la Commissione ha pubblicato nel 2017 una “azione dell’UE per i villaggi intelligenti“, evidenziando la necessità di riunire diversi programmi al fine di costruire un approccio strategico per favorire gli sviluppi futuri. Sono state inoltre descritte sedici azioni concrete, basandosi su un’ampia gamma di politiche dell’UE tra cui: sviluppo rurale, sviluppo regionale, ricerca, trasporti, energia e digitalizzazione. In particolare, la sesta azione ha promosso un progetto pilota sui “villaggi ecosociali smart“.

Gli “Smart Village” sono comunità nelle aree rurali (senza alcun vincolo riguardo a confini amministrativi o numero di abitanti) che utilizzano soluzioni innovative per migliorare la propria resilienza, basandosi sui punti di forza, sulle risorse e sulle opportunità locali. Si basano su un approccio partecipativo per sviluppare e attuare una propria strategia mirata a migliorare le condizioni economiche, sociali e ambientali, attivando soluzioni offerte dalle tecnologie digitali. Traggono vantaggio dalla cooperazione e dalle alleanze con altre comunità e attori nelle aree rurali e urbane. L’avvio e l’attuazione delle strategie di “Smart Village” possono basarsi su iniziative esistenti e possono essere finanziate da una varietà di fonti pubbliche e private.

Un approccio partecipativo significa una partecipazione attiva della comunità locale all’elaborazione e al processo decisionale in merito alle strategie. Durante la fase di attuazione, l’approccio partecipativo garantirà che le esigenze di rafforzamento delle capacità (capacity building) e di formazione delle persone siano adeguatamente affrontate, con metodi e strumenti inclusivi e accessibili.

Le tecnologie digitali comprendono, ad esempio, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’utilizzo dei big data o le innovazioni legate all’uso dell’Internet delle cose (“Internet of things“). Fungono da leva per consentire ai borghi e ai piccoli Comuni di diventare più agili, utilizzare meglio le proprie risorse e migliorare l’attrattività delle aree rurali, assieme alla qualità della vita dei residenti. L’uso delle tecnologie digitali non è un prerequisito: ove possibile, la strategia locale faciliterà la diffusione delle soluzioni digitali nel percorso di attuazione.

Le strategie possono inoltre mirare a migliorare l’accesso ai servizi (in vari settori come la salute, la formazione o la mobilità di persone e merci), a migliorare le opportunità di sviluppo e creare occupazione qualificata, lo sviluppo di filiere corte e pratiche agricole innovative, lo sviluppo di energie rinnovabili, la diffusione di modelli e buone pratiche di economia circolare, un migliore e più equilibrato sfruttamento delle risorse naturali, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la conservazione dell’ambiente e della biodiversità, una più efficace valorizzazione del patrimonio culturale e una maggiore attrattività turistica

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